martedì 29 giugno 2010

Calusco: nessun dissesto, abbiamo fatto opere

Hanno sforato il patto di stabilità nel 2007. Poi si sono trovati fra i Comuni che, in base alle stime dell'Istituto per la finanza dell'Anci sui calcoli impostati dalla manovra finanziaria, nel 2011 e nel 2012 avrebbero subito alcuni fra i tagli alla spesa più pesanti d'Italia. Ora a Cisano e Calusco i primi cittadini mettono in chiaro: «I nostri conti sono in regola. Il patto è stato sforato per consentire la creazione di opere pubbliche». Entrambi i Comuni, specificano gli amministratori, non sono coperti di debiti o cose simili. «Adesso staremo a vedere – chiosa Roberto Colleoni, primo cittadino di Calusco, dove la stretta sulla spesa al 2012 dovrebbe essere il 33% sul conto attuale –. Le sanzioni sono dure ma, in fatto di conti, ci troviamo comunque nelle medie stimate dall'Anci». Eletto nel giugno 2007 Colleoni si è trovato con decisioni già prese: «Investimenti con mutui per circa 6 milioni di euro in due anni per il centro diurno integrato, la mensa. Investimenti già decisi, col senno di poi forse poco oculati». Ma fatti per opere a favore della cittadinanza. Lo stesso è accaduto a Cisano (-37,8% di taglio stimato). L'assessore al Bilancio Giuseppe Tosi chiarisce che il presunto taglio «non è dovuto a una gestione superficiale dell'ente da parte dell'amministrazione, ma da una sempre più articolata normativa Finanziaria che rende sempre più difficoltoso per non dire "impossibile" la pianificazione di un bilancio previsionale e programmatico». Il taglio stimato del 37,8% «è desunto dal mancato rispetto del patto di stabilità 2007, che tuttavia l'amministrazione aveva già stimato nella redazione dei bilanci pluriennali 2009-2010-2011. Abbiamo applicato percentuali di miglioramento del saldo 2007 del 70% nel 2009, del 110% nel 2010 e del 180% nel 2012. Quindi vorrei precisare – afferma – che gli effetti "indesiderati" di questa manovra sono di un taglio del 14% dei trasferimenti statali per l'anno 2011 a cui si aggiunge quello del 9% sul 2012». Il patto è stato sforato «non per scelte politiche azzardate ma per ottemperare ad obblighi già assunti in anni precedenti. Infatti in quegli anni venivano a conclusione opere pubbliche molto importanti per il nostro paese, come la nuova scuola materna e l'accorpamento in unico plesso di due scuole elementari, opere programmate contemplato il Patto vigente, poi stravolte dalle leggi finanziarie successive». (fonte eco di Bergamo)


Porthos

2 commenti:

Anonimo ha detto...

E quindi?

Anonimo ha detto...

e quinci il mar dei lunci...