mercoledì 13 ottobre 2010

I genocidi del 900 narrati da Locatelli


«Il sangue degli innocenti» è il titolo del libro dedicato ai genocidi del Novecento e scritto da Roberto Locatelli.
L'autore è consigliere comunale di maggioranza a Calusco d'Adda, esponente del consiglio di amministrazione di Agenda 21 Isola Bergamasca, Dalmine-Zingonia, e del Parco Adda Nord. Il libro è stato presentato in anteprima alla Giunta di Calusco e a breve sarà nelle librerie. Roberto Locatelli, 35 anni, leghista, impiegato in un importante istituto di credito, laureato in Scienze politiche all'Università degli Studi di Milano con indirizzo storico-politico-internazionale, con tesi dal titolo «La politica europea nel Mediterraneo», da tre anni stava lavorando a questo libro.
«Il XX secolo riveste una grande importanza per la storia dell'umanità, in particolare per l'Occidente, in quanto caratterizzato da una crescita economica, tecnica e scientifica che ha innalzato e migliorato la qualità e la prospettiva di vita dell'intera umanità – spiega Locatelli, che ha dedicato questo suo primo libro alla moglie Paola, ai genitori Guido e Lucia e alla sorella Silvia –. Tuttavia non si può non ricordare che, proprio in questo secolo, hanno trovato terreno fertile anche le due più devastanti guerre che per ferocia ed estensione degli scontri l'umanità abbia mai conosciuto; il XX secolo si è contraddistinto anche per le azioni criminose. L'uomo ha mostrato il lato peggiore della sua disumanità; dallo sterminio degli ebrei al dramma del Tibet, il genocidio in Ruanda e l'annientamento del popolo armeno».
Il libro punta a «non far dimenticare» il male che ha caratterizzato il secolo che ci siamo lasciati alle spalle, ed è edito dalla Editrice Nuovi Autori al prezzo di 13 euro. In 130 pagine Locatelli affronta il tema del genocidio del popolo armeno, dell'olocausto ucraino, della Shoah degli ebrei, del dramma del Tibet, della follia comunista in Cambogia, del milione di morti in Ruanda e del massacro di Srebrenica. Pagine nere della storia recente, fatte rivivere per non dimenticare.

Porthos

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