giovedì 18 novembre 2010

Si parla ancora di parco fotovoltaico

Pubblico una lettera pubblicata oggi sull'eco di bergamo inerente al parco fotovoltaico.
Anche in questa occasione non si tiene conto dei 7 milioni di euro di eventuali danni richiesti se il tar non dovesse accettare il ricorso. Si sa calusco è ormai abituato a versare soldi su ricorsi persi al tar.
Grande merito al sindaco di Calusco che ha contestato, con ricorso al Tar di Brescia, l'autorizzazione della Provincia di Bergamo all'installazione di un «parco fotovoltaico nella Valle del Grandone». A parte i numeri che debbono intendersi in kw (chilowatt) di potenza (anziché energia) poiché, diversamente, il parco assumerebbe l'aspetto di un «parchetto», il pressante bisogno di energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili, non deve far dimenticare la salvaguardia dell'ambiente circostante ed il rispetto del territorio agricolo.
A proposito dell'ambiente, il sindaco Roberto Colleoni, chiarisce: «Nel corso dei secoli l'uomo ha modellato la natura senza però rovinarla o deturparla». L'agricoltura non ha bisogno di alcuna difesa: «Si ricorderanno di me quando avranno fame». Il fotovoltaico non deve sacrificare il bello e l'utile. Esso può essere installato in molti altri posti: tetti di case e di capannoni (specialmente di pubblica proprietà), negli spazi laterali delle autostrade e strade di grande comunicazione, lungo le strade ferrate, e, perché no, sui tetti delle carrozze ferroviarie e chi ne ha più ne metta.
ing. Carlo Percivalle
Porthos

6 commenti:

Anonimo ha detto...

È bello farsi prandi agli occhi di tutti, soltannto a parole, tanto poi se tutto dovesse andare male i soldi del ricorso saranno dei cittadini. aime.

stranos ha detto...

Non ha senso usare il terreno agricolo per fare un parco fotovoltaico; ha perfettamente ragione il sindaco quando dice che i pannelli solari vanno messi sui tetti,ecc. Anzi come esiste una legge che impedisce di edificare sui terreni agricoli ne servirebbe una che impedisse di fare affari commerciali tipo parco fotovoltaico su terreni agricoli , soprattutto con la faccia di "salvagurdiamo l'ambiente: produciamo energia pulita".
Queste sono operazioni di distruzione dell'ambiente non di salvaguardia.

dubbioso ha detto...

ciao!
Io non ne capisco molto di pannelli solari,ma ultimamente ne sento parlare spesso, e mi sembra che se ne parli come se ciò fosse solo questione di ambiente. non vorrei però che dietro alla parola ambiente, si nascondessero laute speculazioni sulla "nuova energia".
avrei delle domande forse anche stupide, ma ringrazio chiunque sapendone più di me mi dia qualche risposta alle mie perplessità
Quando il pannello solare non sarà più funzionante quanto costerà smaltirlo?
E' fatto di materiali riciclabili?
Che tipo di rifiuto è un pannello solare?
Come si smaltisce?
Quanto inquinamento si fa con la costruzione di un pannello solare?
Quanto se ne evita in media durante la sua vita?
Quanto scarto produce un pannello solare?
Quanta energia non rinnovabile si bisogna per la sua costruzione?
grazie a chiunque risponderà e mi scuso per la miriade di domande

Pollice Verde ha detto...

Condivisibile la tua opinione stranos, sta di fatto che il sindaco che difende l'area verde ricadente nell'area del Bedesco il mese scorso è uscito dal parco del monte Canto e del Bedesco dicendo che non serve a nulla.
Quindi mi sembra davvero strana questa battaglia per difendere un'area che lui stesso ha reso più appetibile togliendo dei vincoli.
Questa vicenda fei pannelli fotovoltaici l'ha resa possibile lui. E adsso che fa rincorre i buoi dopo averli fatti scappare dal recinto?
C'è qualcosa che non quadra.

Pollice Verde

ho buona memoria ha detto...

INDOVINA INDOVINELLO
CHI SCRIVEVA QUESTI PENSIERI CONDIVISIBILI
?????????????????????????????????????
Dare finalmente la
giusta importanza all’agricoltura e
a chi la pratica. Confrontarsi con i
pochi agricoltori rimasti per capire
le loro preoccupazioni, delineare un
percorso possibile per un eventuale
passaggio a tecniche di coltivazione
biologiche, pensare ad attività
attualmente non presenti tipo
l’orticoltura, la silvicoltura, alcuni
tipi di allevamento specialistico,
l’agriturismo con cucina tipica e
chilometri di percorsi ben segnati
tra “Canto” e “Bedesco” etc.etc.
Certo è più semplice pensare ad una
infinita successione di capannoni,
sono molto richiesti e la tendenza
in questi anni è stata quella di
lasciarli crescere a dismisura. Ma
siamo alla svolta finale: o riusciamo
tutti insieme a creare logiche
percorribili ed alternative a questo
tipo di “pseudo sviluppo” oppure ci
troveremo a vivere in una striscia
di territorio fra la Pianura Padana
e le Prealpi che sarà solo una
mega città, dal Piemonte al Friuli
con una qualità della vità infima,
con problemi di inquinamento
inimmaginabile, con l’obbligo di
scappare in montagna o all’estero
alla ricerca di un equilibrio che non
saremo stati in grado di mantenere!

stranos ha detto...

per dubbioso:
sembra che i pannelli fotovoltaici siano di diversi tipi: al silicio cristallino, amorfo, i più recenti usano una tecnologia detta a film sottile che deposita un sottile strato di sostanze su una superfice, queste sostaze a volte possono essere anche tossiche (come il Cadmio). Per lo smaltimento e/o il riciclo è sufficente creare un consorzio come quello per lo smaltimento degli oli usati o delle batterie (sembra che funzionino).
Non conosco i dati sull'inquinameno nella produzione dei pannelli.
Per me è una ottima tecnologia per la produzione di elettricità (ed è bello vedere che il costo dei pannelli fotovoltaici continua a calare).
Per pollice verde: quello che dici è vero... però se si riesce a evitare il parco fotovoltaico in quel posto è meglio...