venerdì 27 gennaio 2012

Panchine dimenticate a Calusco


Un attento cittadino mi fa notare che le panchine in legno posizionate in vari punti del paese versano in penose condizioni come si vede dalla foto infatti la vernice di protezione è ormai scomparsa quasi del tutto.
Eppure le avevano garantite contro le intemperie, contro il sole, ecc. ecc. ma evidentemente non era così.
Forse una maggior manutensione le avrebbe preservate meglio. Ricordo infatti che il legno non è come il cemento e se le vecchie panchine in graniglia sono durate 4o anni queste nuove senza la necessaria cura non dureranno nemmeno 5 anni.



Porthos

Lunanuova presenta i suoi corsi



Lunanuova presenta i suoi corsi. Alla Cipolla, in piazza Colleoni 6,Solza, gli insegnanti si presenteranno a tutti gli interessati e racconteranno il programma delle loro lezioni.
I corsi in programma per questa fine di inverno sono tanti: teatro, incisione, disegno, patchwork, spagnolo, inglese con insegnante madrelingua... E ci sono anche due spazi programmati per i più piccoli.
Per maggiori informazioni visitate la pagina facebook dell'evento:
https://www.facebook.com/events/350207511674868/
O scriveteci alla mail lunanuova2012@gmail.com

A domenica 29 gennaio, dalle 17.30, a La Cipolla - Piazza Colleoni 6, Solza


Porthos

mercoledì 25 gennaio 2012

Scossa di terremoto



Una scossa di terremoto è stata avvertita poco dopo le 9 a Milano, a Torino e a Genova. Nel capoluogo lombardo molte persone sono scese in strada, e anche a calusco alcune scuole hanno fatto uscire i bambini dalle proprie strutture. La scossa è stata di magnitudo 4.9 gradi della scala Richter e ha avuto l'epicentro nella pianura padana emiliana, in provincia di Reggio Emilia.
Secondo quanto accertato dall'Istituto di geofisica, i comuni più vicini all'epicentro sono Poviglio, Brescello e Castel di Sotto.
La scossa è stata avvertita anche in Valle d'Aosta. Trentino Alto Adige e Toscana.


Porthos

lunedì 23 gennaio 2012

Ancora fotovoltaico

Tiene ancora banco a Calusco la disputa sul parco fotovoltaico previsto in località Baccanello, nella valle del Grandone: un impianto autorizzato dalla Provincia e poi oggetto di un ricorso al Tar da parte del Comune che, a dicembre, ne è uscito sconfitto.
Dopo il sindaco Roberto Colleoni, che nei giorni scorsi aveva difeso la scelte dell'amministrazione comunale, ora interviene Simone Panzeri, il titolare della Zam srl, la società che ha portato avanti il progetto del parco e che ha chiesto 6 milioni di risarcimento sostenendo che il ricorso del Comune al Tar avrebbe fatto perdere i finanziamenti necessari a far decollare l'opera. «In questa operazione imprenditoriale – dice Simone Panzeri – siamo stati danneggiati dall'atteggiamento ostile del sindaco e del tecnico ingegner Giuseppe Barbera, nonostante fossimo disponibili a venire incontro alle richieste anche economiche fatte dall'amministrazione comunale di Calusco d'Adda, diminuendo anche la potenza del parco fotovoltaico da 997,92 kilowatt a 648 kilowatt. Il ricorso al Tar di Brescia da parte del Comune di Calusco, anche se fatto contro la Provincia di Bergamo e poi respinto, ci ha fatto perdere i finanziamenti già pronti e quindi saltare tutta l'operazione. Per questo li abbiamo citati in giudizio chiedendo a loro personalmente di rifonderci i danni subiti. E stiamo valutando anche di citare il Comune».
«La nostra – prosegue Panzeri – era un'operazione imprenditoriale assai impegnativa dal punto di vista economico. La realizzazione del parco fotovoltaico aveva bisogno dell'erogazione delle tariffe incentivanti statali vigenti al momento, nonché di un finanziamento privato, coinvolgendo anche altri partner commerciali. Nonostante l'impianto fosse di assai modesto impatto ambientale, il sindaco e il responsabile del settore tecnico hanno subito osteggiato strenuamente l'iniziativa».
Ricorsi e controricorsi
«Inizialmente – aggiunge il titolare della Zam – ci hanno contestato il mancato rispetto della fascia stradale, ma il Tar di Brescia, dandoci ragione, ha chiesto al Comune di riconsiderare il suo atteggiamento e di prestare attenzione alla visibilità nelle vicinanze della curva di via alle Cascine. Abbiamo quindi ripresentato un nuovo progetto ridimensionato per il quale la Provincia di Bergamo ci ha dato l'autorizzazione il 15 luglio 2010».
«Ora devono risarcire»
Autorizzazione contestata dal Comune che, dice Panzeri, «nuovamente ha ricorso al Tar contro la Provincia, chiedendone l'annullamento. Inoltre, il Comune non ha chiesto la pronuncia al Tar con carattere di urgenza, che avrebbe chiuso la vertenza in 60 giorni dandoci la possibilità di continuare la nostra iniziativa, ma ha promosso un ricorso ordinario con il Tar che si è espresso dopo più di un anno». Un anno durante il quale, sostiene l'impresa, l'operazione del parco fotovoltaico è sfumata: «In questo lasso di tempo – evidenzia Panzeri – la Zam non ha potuto procedere alla realizzazione: investire diversi milioni di euro con un ricorso pendente al Tar era impossibile vista la possibilità teorica di revoca dell'autorizzazione, con ulteriori danni di ripristino. Nel frattempo la normativa per gli impianti fotovoltaici a terra è mutata e le nuove norme non permettono più la realizzazione dell'impianto; la ditta Zam ha ricevuto un danno ingente da questo atteggiamento illegittimo di ostruzionismo del sindaco e del responsabile dell'ufficio tecnico, ai quali chiediamo un congruo risarcimento».


Porthos

domenica 22 gennaio 2012

Corsi musicali



Vieni a suonare con noi, iscriviti ai corsi musicali che l'Assessorato all'Istruzione sta organizzando per dar vita ad una banda musicale a Calusco d'Adda. La presentazione ufficiale dei corsi si terrà sabato 28 gennaio 2012 alle ore 10.00 presso la Sala Civica di Viale dei Tigli.



Porthos

Ricordando la shoah



Oggi al Cineteatro San Fedele ore 16, Pandemonium Teatro di Bergamo presenta lo spettacolo "La bambola bionda e la bambola bruna", che Lisa Ferrari di Pandemonium dedica alla memoria della Shoah. Ingresso 5 euro, bambini e ragazzi 4 euro. Per info http://www.pandemoniumteatro.org/



Poirthos

Ennesimo furto alla stazione

L'allarme del bar-edicola della stazione di Calusco d'Adda, all'inizio di via Trieste, è partito alle tre di ieri notte, avvisando via cellulare i titolari del locale che abitano in un altro paese. In pochi minuti hanno raggiunto Calusco d'Adda e purtroppo hanno trovato la porta di entrata sfondata.
Infatti i malviventi che hanno messo a segno l'ennesimo furto nei bar di questa via hanno sfondato la saracinesca e il vetro della porta, usando una mazza, un piede di porco e un martello. Una volta dentro, non sono riusciti a scassinare la slot machine che hanno gettato a terra, ma hanno rubato decine di stecche di sigarette e la moneta che c'era nella cassa, per un valore che aggira sui cinquemila euro.
I titolari hanno avvisato le forze dell'ordine e alla stazione è arrivata una pattuglia di carabinieri della caserma di Calusco d'Adda che subito hanno controllato il paese per tentare di individuare i ladri. I militari della pattuglia hanno informato la centrale di Zogno, che ha avvertito tutte le pattuglie in quel momento nella zona dell'Isola. Purtroppo i malviventi sono riusciti, anche col favore dei buio, a far perdere le loro tracce.
Nel frattempo, con tanta amarezza, i coniugi che gestiscono il bar hanno fatto un veloce inventario per verificare l'entità del danno e pulito il locale che ieri mattina è stato aperto regolarmente. Durante la giornata, un fabbro e un vetraio hanno sistemato la serranda e il vetro della porta, mettendo in sicurezza il bar, mentre i proprietari hanno presentato la denuncia di furto contro ignoti nella sede dei carabinieri di Calusco. Nella zona vicino alla stazione e sulla via Trieste ci sono quattro locali pubblici: tutti in questi ultimi anni sono stati presi di mira numerose volte dai malviventi. (fonte eco di bergamo)

Quello che è inspiegabile è il fatto che in zona a pochi metri dall'attività è installata una telecamera che in tutti questi anni non è servita a nulla, sia per i precedenti furti ai bar vicini che per l'incredibile furto lo scorso anno di parecchie tonnellate di rame per i lavori alla stazione. L'unica cosa certa è lo spreco di soldi per l'installazione di questi apparecchi, che in questi anni si è aggirato intorno alle 300.000 euro più altri 50.000 che sono previsti per quest'anno.

Che dire si continuano a spendere soldi, ma i risultati tardano a venire


Porthos