lunedì 6 settembre 2010

Atti vandalici ai giardini pubblici

È rimasto chiuso per tutta la giornata di ieri e sicuramente anche oggi rimarrà inaccessibile al pubblico il parco di via dell'Assunta a Calusco d'Adda. Questo a causa di un raid di vandali che nella notte tra sabato e ieri l'hanno messo sottosopra. I vandali sono entrati e si sono scatenati contro quanto hanno trovato: strappato gli scivoli di plastica del gioco del «castello», rovesciato i cestini dei rifiuti e i cassoni dell'immondizia, rotto delle bottiglie di vetro con pezzi sparsi dappertutto e abbandonato delle lattine di birra vuote. Ad accorgersi dello scempio dei vandali nel giardino pubblico di via dell'Assunta sono stati alcuni residenti che subito hanno avvertito i responsabili. Sul posto è giunto l'assessore all'Ambiente ed Ecologia, Enrico Salomoni, che ha deciso di tenere chiuso il parco per motivi di sicurezza. «C'erano vetri rotti dappertutto, gli scivoli staccati e sporcizia sparsa – riferisce il sindaco Roberto Colleoni –. Per garantire la sicurezza ai bambini e a quanti lo frequentano abbiamo deciso di tenerlo chiuso, sapendo il disagio causato per quanti lo frequentano, tra cui famiglie con bambini. Nella mattinata di lunedì (oggi, ndr) invieremo subito gli addetti a pulire e riordinare il parco pubblico e anche a rimettere in sicurezza i giochi rotti».
«Il parco pubblico di via dell'Assunta è un'area videosorvegliata – continua – guarderemo i filmati per riuscire a identificare gli autori degli atti teppistici. Mi auguro di riuscire a rintracciarli perché rispettino quanto appartiene a tutta la comunità».
Nelle giornate domenicali sono molte le famiglie e le persone che frequentano il parco pubblico e vedendo i cancelli chiusi tutti si sono chiesti cosa fosse successo. La condanna dell'atto vandalico è stata unanime. (fonte eco di bergamo)



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domenica 5 settembre 2010

Ancora abbandono rifiuti



Continua per le strade di baccanello la discutibile pratica dell'abbandono di rifiuti, infatti dopo la lavatrice di settimana scorsa ecco un bel modello di televisore, depositato dai soliti ignoti, sempre nello stesso punto.



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venerdì 3 settembre 2010

Sempre più parcheggio creativo


Continuano a calusco i parcheggi creativi in barba alle norme del codice stradale. Infatti in via roma e piazza san fedele, come si vede dalla foto, la brutta abitudine di parcheggiare sulle striscie pedonali, sui marciapiedi e sulle piste ciclabili continua tranquillamente senza nessun problema. Nonostante la presenza di telecamere alla stazione, e del comando della polizia municipale in piazza san rocco. Come si può spiegare questo fatto?


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giovedì 2 settembre 2010

Cosa ne pensano i sindaci della centrale idroelettrica

Le richieste per la centrale elettrica sull'adda fanno ancora discutere i paesi di calusco, medolago, paderno e solza.
I tre progetti permetterebbero di produrre energia elettrica utilizzando l'acqua del fiume una richiesta da Medolago e altre due da Brescia
I Comuni interessati dalle tre richieste presentate da altrettante società private (due sono legate tra loro) alla Provincia di Bergamo per lo sfruttamento idroelettrico delle acque dell'Adda, sono Calusco d'Adda, Medolago e Paderno d'Adda. La società «Ellerre srl» di Medolago ha chiesto di poter realizzare una centrale idroelettrica con presa e restituzione dell'acqua interamente nel territorio di Calusco d'Adda, con una traversa di convogliamento dell'acqua dell'Adda verso la centrale dalla sponda di Paderno d'AddaPer far funzionare la centrale idroelettrica, sarà deviata una portata d'acqua massima di 30 mila litri al secondo, che produrrà una potenza nominale media di 997,50 Kw di energia elettrica sfruttando la caduta dell'acqua da 8,8 metri, che è l'altezza massima della diga (variabile tra i 5,8 e 8,8 metri) e che verrà costruita lungo il tratto naturale dell'Adda, nella zona della Madonna della Rocchetta dove si dice che Leonardo da Vinci si sia ispirato per creare lo sfondo della Gioconda e della Madonna delle Rocce Il progetto della società «Ies srl» di Brescia interessa i territori di Calusco e Paderno. La richiesta di concessione prevede una produzione di energia elettrica pari a 795,62 di potenza nominale con un salto previsto in 5,05 metri. Anche questa società prevede una diga di circa cinque metri, da realizzarsi nella zona scelta anche dalla società «Ellerre». Per quanto riguarda, infine, la società «Sc&c srl» di Brescia, il legale rappresentante è lo stesso della «Ies srl» e le richieste sono state presentate entrambe il 12 maggio, in concorrenza con la «Ellerre» di Medolago. Il progetto della «Sc&c srl», denominato «Impianto idroelettrico Isola», interessa tutti tre i Comuni. Le opere di presa d'acqua (da un minimo di 24.510 litri al secondo a un massimo di 60 mila) saranno ubicate a Calusco, a una quota di 183,11 metri sul livello del mare. Nella zona della chiesetta dei Verghi, sempre nel territorio di Calusco poco sotto l'attuale invaso, verrebbe costruita la presa che convoglierebbe l'acqua attraverso un tunnel scavato dentro la collina, fino alla zona delle cave a Medolago a 153,21 metri sul livello del mare. Qui verrebbe costruita la centrale idroelettrica. Le acque, passando nelle turbine e sfruttando un salto di 29,9 metri, produrrebbe una media di 7.184,79 Kw di energia elettrica.
Cosa ne pensa calusco e medolago
«Presenteremo le nostre osservazioni alla conferenza dei servizi che sarà convocata a breve dalla Provincia»: è questa la risposta del sindaco di Calusco d'Adda, Roberto Colleoni, alle osservazioni che il sindaco di Paderno ha fatto in anticipo. «Le osservazioni contro le richieste delle tre società per realizzare centrali idroelettriche sull'Adda, per essere tenute in considerazione devono essere fatte nella sede ufficiale, che è la conferenza dei servizi, durante la quale i Comuni potranno fare le loro controdeduzioni» Anche il sindaco di Medolago, Luisa Fontana, si associa, aggiungendo: «Ho già parlato con Colleoni e scritto una lettera al sindaco di Paderno per stabilire un incontro e predisporre le nostre considerazioni congiunte, da presentare alla conferenza dei servizi. Inoltre, ho chiesto che siano presenti anche i rappresentanti del Parco Adda Nord, interessato come noi a queste richieste di autorizzazioni».

Cosa ne pensa paderno e solza
Paderno scrive alla Provincia «Dica no alle centrali sull'Adda» Linea dura del sindaco Motta, che anticipa i colleghi di Calusco e Medolago: «progetti da respingere, ma servono le delibere». Critiche anche da Solza, il sindaco di Paderno d'Adda, Valter Motta, non ha voluto aspettare di predisporre una linea congiunta con Calusco d'Adda e Medolago: ha già presentato alla Provincia di Bergamo, infatti, le sue osservazioni contro la richiesta di sfruttamento delle acque dell'Adda nella zona leonardesca delle chiuse e dei navigli, avanzata da tre società al servizio Risorse idriche di via Tasso.
«Ribadiamo la nostra contrarietà allo sfruttamento dell'area dell'Adda leonardesca – ha scritto Valter Motta –. A questo proposito prendo atto con soddisfazione delle prese di posizione del presidente della Provincia di Bergamo, Ettore Pirovano, e dell'assessore all'Ambiente, Pietro Romanò, che si sono detti contrari ai progetti in questione. Mi permetto, comunque, di sottolineare come in questi anni da sindaco ho imparato che, al di là delle dichiarazioni e dei buoni propositi, contano soltanto gli atti formali espressi in forma scritta: delibere, determine, atti dirigenziali o similari. Resto quindi in fiduciosa attesa che anche da un punto di vista documentale e formale la Provincia di Bergamo si esprima in maniera consona alle dichiarazioni rilasciate in questi giorni».
In merito alle osservazioni sulle tre richieste avanzate dalle società private, il Comune di Paderno d'Adda si è così espresso: «Per quanto riguarda la domanda della società Ellerre – spiega il sindaco – faccio presente che l'impianto dovrebbe sorgere all'interno del territorio del Parco Adda Nord, in particolare l'area in questione è all'interno della cosiddetta area leonardesca. In tali aree è assolutamente vietata qualunque forma di nuova edificazione e tale divieto è stato sicuramente recepito anche dagli strumenti urbanistici dei Comuni coinvolti. Nella documentazione presentata non risulta sufficientemente valutato l'impatto ambientale e paesaggistico legato alla creazione di un invaso artificiale di altezza variabile tra i 5,8 e gli 8,8 metri sopra l'attuale livello naturale dell'acqua. Per questo motivo riteniamo sia fondamentale anche acquisire obbligatoriamente un parere da parte del Parco Adda Nord». Sulla richiesta della società «Ies srl», il sindaco lamenta il mancato invio della documentazione specifica. «Par di capire che si vorrebbe costruire un bacino artificiale tramite realizzazione di una diga alta circa cinque metri, da posizionarsi in un non meglio precisato punto del fiume, a monte della precedente richiesta a nome della società Ellerre», si legge nell'osservazione presentata alla Provincia, che conclude ricordando come sopra si debba rispettare la tutela del Parco Adda Nord, come non sussistano i criteri di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità, e sia necessario fare una verifica di impatto ambientale. Per quanto riguarda la richiesta della società «Sc&c srl», infine, il Comune di Paderno osserva subito che dalla documentazione presentata si rileva «come non sia stato fatto alcuno studio approfondito del territorio, sia dal punto ambientale, che geologico e morfologico. Nella realizzazione dell'opera di presa e del canale relativo si parla espressamente dell'uso di esplosivi, senza minimamente rendersi conto che ci si trova a poche decine di metri dagli ultracentenari piloni di sostegno dello storico ponte in ferro San Michele, con ovvi rischi di metterne in pericolo la stabilità. Anche nell'ipotetico percorso interrato del canale di portata idrica, non si è considerato come il territorio in oggetto sia occupato da una cava attiva e che tale cava ha già irrimediabilmente compromesso l'assetto idrogeologico della zona. Non solo il progetto non tiene conto di questo aspetto, ma forse non tiene conto nemmeno dello stato di fatto dell'area, che renderebbe impossibile un tunnel in prossimità della cava stessa, per via dei variati profili altimetrici della zona». Anche il sindaco di Solza, Carla Rocca, seppur il suo territorio non sia interessato direttamente dalle opere, ha scritto all'ufficio preposto della Provincia di Bergamo ritenendo che «la realizzazione anche di uno solo dei tre progetti presentati in una zona di elevato pregio naturalistico, come quello della Madonna della Rocchetta, metterebbe a repentaglio il delicato ecosistema di quell'area, oltre a rappresentare un danno ambientale e paesaggistico per il territorio e per i propri cittadini». Il sindaco di Solza sottolinea che, «riguardo la documentazione prodotta, si evidenziano carenze in merito agli aspetti geologici, progettuali e alle garanzie tecniche finanziarie previsti dal regolamento regionale. Inoltre, le richieste risultano all'interno dell'area del Parco Adda Nord, che prevede il divieto alla realizzazione di nuove derivazioni o captazioni di acqua».
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mercoledì 1 settembre 2010

Giungla pannelli solari

Pannelli solari sempre più «invasivi»Immaginate di viaggiare nella pianura bergamasca, e trovarvi di fronte, anziché ai classici campi di mais, a distese di «specchi». Lo scenario è senz'altro fantascientifico, ma il rischio che l'agricoltura arretri di fronte alla diffusione di parchi fotovoltaici è meno lontano di quanto possa sembrare. Almeno stando all'allarme lanciato ieri dalla Giunta provinciale, che per voce del presidente Ettore Pirovano e dell'assessore all'Ambiente Pietro Romanò ha fatto presente «la necessità di colmare, a livello nazionale, il vuoto normativo che sta permettendo ai pannelli solari di invadere le aree agricole senza freni. Se andiamo avanti di questo passo, anche in Bergamasca, anziché i campi di granoturco ci troveremo campi di hockey».
A dimostrarlo basta un dato: nell'ultimo anno le richieste di autorizzazione avanzate alla Provincia («Ente competente al rilascio, ma praticamente senza poteri di veto», fanno presente gli amministratori provinciali) da società interessate all'investimento sono praticamente quadruplicate (quasi 30 quelle in provincia, più di un centinaio in regione), allettate anche dagli incentivi statali.
«Società private – l'assessore Romanò spiega il fenomeno – si presentano dai proprietari di aree agricole e chiedono di poter installare impianti fotovoltaici quasi sempre sotto il megawatt di potenza (per evitare troppi intoppi burocratici). All'agricoltore conviene dare in affitto i terreni, con i futuri introiti, anziché continuare a coltivare. Il Comune non ha il potere per opporsi con decisione, e si arrabbia con la Provincia, che però non può farci niente neppure lei».
È il caso degli ultimi due progetti arrivati ieri in Giunta, e che hanno appunto sollevato la questione. La prima istanza è stata inoltrata dalla società Itt Energy srl per l'installazione ed esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica alimentato da fonte rinnovabile (parco fotovoltaico di potenza pari a 950 chilowatt), nel comune di Castelli Calepio. La seconda dalla società Zam srl, per un parco di 649,74 chilowatt sul territorio di Calusco d'Adda. Entrambi avrebbero creato qualche frizione politica tra Comuni e Provincia, che però è arrivata alla conclusione di avere le mani legate e non poter far niente, se non rilasciare il nulla osta.
A malincuore. Perché se è vero che i pannelli fotovoltaici hanno dei vantaggi (come la produzione di energia rinnovabile), per Pirovano e Romanò hanno pure «dei risvolti negativi finora sottovalutati, e non tanto a livello paesistico». Come appunto il consumo del suolo destinato prima all'agricoltura (qui infatti non si tratta di impianti installati sui tetti, ma su terreni piuttosto estesi) e «un certo inquinamento luminoso che, in alcune zone, come Grassobbio, potrebbe creare problemi anche agli aerei». «Si deve intervenire a livello legislativo, perché questa dovrebbe diventare una competenza federale dentro una legge-cornice – conclude il presidente Pirovano –. Chi meglio dei Comuni e delle Province può sapere dove e come è meglio realizzare questi impianti». (fonte eco di bergamo)




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A proposito di centrali sull'Adda


In allegato la lettera del Sindaco di Solza, Maria Carla Rocca, indirizzata alla provincia di Bergamo in merito alle richieste di concessione idrica sul fiume Adda avanzate nei mesi scorsi da tre società.


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Ancora isola Folk


Isolafolk 2010: venerdi' 3 settembre ritorna la classica manifestazione lungo le vie del centro storico di Solza, quattro postazioni con il ritorno di gruppi musicali tra i più apprezzati nel corso delle venti edizioni del festival.
Cucina al coperto presso l'area feste dalle ore 19.00.


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